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16 ottobre, 2005

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Il tuo corpo e’ la tua casa; ogni rumore che senti e’ qualcosa che si sposta dentro te e che sta cercando una giusta collocazione. Ma nello spostamento c’e’ : dolore, fastidio, malessere.
Tutto questo ha un significato = VOGLIA DI CAMBIARE… e tutto cio’ che si produce in quel momento, vuole essere eliminato. Forse cio’ che fa male e’ la ruggine del rancore… forse e’ piu’ facile chiamarlo dolore... si sa... il dolore si sveglia quando ci si deve dare una mossa, poiche’ e’ arrivato il momento di cambiare. Cambiare... non e’ facile, ma è davvero semplice da capire. Incredibilmente semplice. Nel cambiamento, il dovere non esiste piu’... esiste solo il volere e tra i due c’e’ una porta... quella della coscienza. Quando si e’ varcata la sua soglia che ci si rende conto di quanto era semplice… Certo il difficile e’... varcarla quella soglia.

A volte crediamo di non voler cambiare per il bene degli altri,.. spesso invece e’ solo ipocrisia.
Semplicemente abbiamo paura di cambiare, perche’ cio’ che conosciamo e’ solo il comportamento del presente… cambiando non sappiamo come sara’ il nostro nuovo modello e non conoscendolo ne abbiamo paura. Ma questo accade perche’non abbiamo la coscienza di cosa c’e’ sepolto nel nostro corpo !!! Un bel girarci intorno.

Come le ossa hanno raccolto le nostre paure e ci hanno sorretto…
Come i muscoli hanno raccolto le nostre rabbie e ci hanno mantenuto…
Come i vasi hanno raccolto le nostre parole e ci hanno nutrito…
Come la carne ha raccolto le nostre preoccupazioni e ci ha salvato…
Come la pelle ha conosciuto le nostre lacrime e ci ha ricoperto…
Come loro conoscono NOI… mi auguro che presto tutti noi rispetteremo LORO.

Da me per tutti voi… un abbraccio.

15 commenti:

Laura ha detto...

ciò che dici fa riflettere... parole con un grande spessore... dove trovi questa saggezza... come sempre sorprendi e colpisci nell'io più profondo, un abbraccio

Franco ha detto...

Per desiderio di nuove sfide,di nuovi traguardi.o semplicemente per necessità a volte arriva il momento di cambiare.Prima però si deve individuare un obiettivo.Che cosa si vuole cambiare?Potrebbe trattarsi solo di un periodo di particolare stress per il quale basterebbe organizzarsi meglio,se invece niente è recuperabile e si vuole chiudere la porta alle spalle allora è tempo di rimettersi in gioco,liberarsi del passato,sgombrare la nostra coscienza dalle negatività.D'altronde il Creatore dell'universo ci ha concepito come perfetti esseri spirituali.Ma,nell'esprimere questa spiritualità in forma fisica,ci ha dato anche la libertà di scegliere quello in cui credere e cosa sperimentare.Sono le nostre scelte che determinano come viviamo,altrimenti finiremo per dare ragione al Nobel per la letteratura,Eugenio Montale,il quale,in un verso sferzante,affermava che: "...l'imprevisto è la sola nostra speranza".

Rita ha detto...

Ho avuto l'indirizzo del tuo blog,da un tuo paziente,sono sbalordita da ciò che ho letto.Non sapevo che la riflessologia fosse tutto ciò,o forse è questione di preparazione.
Da ciò che leggo tu sei preparata su piu' fronti,passi dal dolore fisico a quello psichico,come fossero uniti da un unico filo.Sono una psicologa,Complimenti sinceri,mi piacerebbe saperne di piu',come posso contattarti?Grazie!!
Un saluto,Rita

Antonello ha detto...

Giro giro tondo, quant'è bello il mondo......
Ma scusate, perchè continuo a girarci intorno?
Il mondo sono io, se voglio cambiarlo devo tuffarcimi dentro.
Forse sarà più bello, forse sarà più brutto, forse sarà una grande rivoluzione. Ma che m'importa sto cambiando me stesso che importa se farà un po male, ma almeno è divertente!

Grazie Maria Pia, il tuo blog mi fa sempre riflettere.
Un sorriso a tutti.......

Lievito ha detto...

Due considerazioni sul commento di Franco.Non me ne voglia se non sono di suo gusto, il mio è puro esercizio di una lettura ‘tra le righe’. Io non ti conosco, ma ci provo.

Dici: Per desiderio di nuove sfide,di nuovi traguardi.o semplicemente per necessità a volte arriva il momento di cambiare.

E’ quella ‘o’ che non capisco perché porre in alternativa cose così importanti come le sfide oppure non vedere già come una necessità il porsi dei nuovi traguardi ?

Poi: Prima però si deve individuare un obiettivo. Che cosa si vuole cambiare? Potrebbe trattarsi solo di un periodo di particolare stress per il quale basterebbe organizzarsi meglio,se invece niente è recuperabile e si vuole chiudere la porta alle spalle allora è tempo di rimettersi in gioco,liberarsi del passato,sgombrare la nostra coscienza dalle negatività.

Ci sono due/tre cose che mi affascinano. Una è pormi degli obbiettivi e l’altra è il cambiamento.
Ma sono disgiunte. Il cambiamento non può e non deve essere l’obbiettivo.
E’ come farsi superare dal mezzo perseguendo il proprio fine.
Sono temi ‘forti’ entrambi e certamente non proponibili in alternativa (come vengono nuovamente posti) ad una ‘disorganizzazione’ apparentemente esistenziale ma che esistenziale forse non è. Eh si poiché, subito dopo, avanza la realtà nella sua espressione materiale ‘tentiamo prima di recuperare qualcosa’ e si fanno di nuovo i conti con l’ormai onnipresente alternativa ‘chiudere i conti, liberarsi del passato’ ! Mamma mia ! e poi ancora ‘rimettersi in gioco ‘sgombrare’tutti termini che appartengono al dopo.
Ma quando è cominciato tutto ciò ? Quando hai cominciato ad ‘ingombrare’ o a ‘smettere di giocare’?

Infine concludi: D'altronde il Creatore dell'universo ci ha concepito come perfetti esseri spirituali.Ma,nell'esprimere questa spiritualità in forma fisica,ci ha dato anche la libertà di scegliere quello in cui credere e cosa sperimentare.Sono le nostre scelte che determinano come viviamo,altrimenti finiremo per dare ragione al Nobel per la letteratura,Eugenio Montale,il quale,in un verso sferzante,affermava che: "...l'imprevisto è la sola nostra speranza

Ah il Creatore ! Eccolo (o i suoi rappresentanti) il responsabile di così tanta angoscia.
Eh si crederci nella perfezione (più o meno spirituale) è cosa ‘pesante’. Occorre sostenerlo e nell’assoluto questo concetto, quasi un dogma, poichè è evidente il suo limite e quanto sia relativo ciò. Ma in questa terra e tra questi uomini penso sia meglio molto meglio credere davvero alla forma ‘fisica’ e mantenerla tale !
Poi della ‘ spiritualità fisica’ vorrei tanto capirne di più non si smette mai di imparare !
Esperimenti,scelte e ancora cose in cui credere; qui sì che ci sono cose ‘fisiche’ e poi dimmi, raccontami, che ti ha fatto Montale ?
Evviva l’imprevisto per Dio !!!!

Lievito

Lievito ha detto...

ma che spacca balle questo lievito ! :-)

105marta ha detto...

é veramente difficile per me commentare questo post..non perchè non abbia niente da dire ma, anzi, perchè al riguardo ho mille pensieri e organizzarli non è facile!Allora..proviamoci, in fondo anche questa è una piccola sfida con se stessi!
Nel tuo post ci sono davvero tanti spunti di riflessione, tante parole, frasi, situazioni, in cui, purtroppo o per fortuna, mi riconosco io in questo momento. Non mi stancherò mai di ripetere che il nostro corpo ci parla, e quando deve dirci che qualcosa non va, ciò che si manifesta è il dolore. Il dolore fisico provocato da un taglio o da una caduta però sono facili da individuare..c'è il sangue, il livido, a volte le cicatrici..ma quando il dolore è più profondo, psicologico come si fa?Eh il nostro corpo ci parla anche di quel tipo di malessere e si può manifestare in vari modi, per riconoscerlo bisogna prima di tutto conoscersi, sapersi guardare dentro..un nodo alla gola, un senso di soffocamento, un crampo allo stomaco o una lacrima, ad esempio,possono essere segnali che ci fanno capire che è il momento di dire basta!Però, è vero, facile è capirlo, difficile è metterlo in pratica..ma quando si ha piena coscienza di non poter più essere sordi alle richieste di aiuto del nostro corpo,ecco allora che si affronta il difficile e coraggioso processo di cambiamento.Quando si cambia ci auguriamo tutti che sia per il meglio, ma sappiamo anche che nessuno ci darà mai tale certezza..ecco perchè ci vuole coraggio, forza per intraprendere una strada nuova, magari soli. Sappiamo ciò che siamo, ma non ciò che siamo stati e abbiamo la pretesa di sapere in che direzione andare..impossibile!Prima bisogna, per me, fare una sorta di "analisi di coscienza" capire ciò che si è stati, ciò che si è e come si è arrivati a quel punto, quali sono gli sbagli fatti e dove si può migliorare..solo allora si può intraprendere la strada del cambiamento..verso ciò che si vuole essere..felici!

Franco ha detto...

Caro Lievito,premetto che i tuoi commenti mi "gustano"molto e certamente non sarà l'
"analisi"che hai fatto al mio a farmi cambiare idea.Come dice giustamente la Marta "questo blog è libero e aperto a tutti e almeno qui c'è ancora libertà di espressione..." Mi fa piacere che qualcuno la pensa diversamente(che palle sarebbe la vita se tutti pensassero nello stesso modo!!)Certo,nel mio commento ho usato forse delle espressioni che potrebbero sembrare digiunte(per me non lo sono ovviamente)ma quello che penso dico e non mi importa per come viene interpretato.Però c'e una tua frase che non accetto ed è quando dici "non ti conosco ma ci provo".Ma...dimmi...caro Lievito tu pensi di conoscere una persona da quello che scrive sul blog?Per uno come te che crede nella "forma fisica" mi sembra un po' un controsenso ...Ti abbraccio e...continua cosi',non sei uno spacca balle! Franco

Lievito ha detto...

Ma certooooo che continuo ! (mai pensato però di conoscere persone via blog e non è certamente un presupposto obbligatorio conoscerle per sclerare un pò ! Tanto è vero che l'ho scritto e ti passo una interpretazione più estesa: 'non ti conosco quindi dovrei starmene zitto ma ci provo lo stesso') :-) e ciao.

Franco ha detto...

Non ho mai pensato che dovresti stare zitto...e poi ..mi sembra di aver detto che il bello di questo blog è che c'è libertà di espressione o no?

Ale ha detto...

una frase mi ha colpito:
A volte crediamo di non voler cambiare per il bene degli altri,.. spesso invece e’ solo ipocrisia.
non voglio contestarla, ma meditandoci il pensiero è volato a due opzioni....

la prima: io credo che se il cambiamento porta del dolore a chi ci sta intorno, forse può non essere basilare per la scelta, ma per molti puo essere istitivo tenerne conto

la seconda: il cambiamento può voler dire annullare una parte di noi che di solito è la più intima e profonda, va fatto per creare una pagina nuova su cui scrivere, ma a volte può essere insopportabile buttare la vecchia
anche a costo di pagare un prezzo così alto che a volte il corpo non lo sopporta.

queste non vogliono essere verità ma solo pensieri su cui perdere un minuto

Ale ha detto...

scusate ma è partita la publbicazione senza aver salutato....

un sorriso a tutti

Stefano ha detto...

Raro è trovare insieme tanta intelligenza, sensibilità, consapevolezza e delicatezza in una persona. Pur non conoscendoti personalmente, cara Maria Pia, penso che tu abbia queste doti perchè traspirano da quello che scrivi. Non è semplice avere sempre qualcosa da dire che possa stupire, far pensare e riflettere, e nel frattempo farti stare bene. Decidere di cambiare non può essere qualcosa di estemporaneo altrimenti diventa una fuga vigliacca dalla realtà. Cambiare significa porsi dei traguardi pianificati anche nel caso di insuccesso. E' necessario avere la consapevolezza che il cambiamento che si tenterà di ultimare, porta ad una serie di mutamenti a catena che possono incidere su ciò che ci sta intorno e che ci è più caro. Per questo mi è piaciuto questo post, perchè è un richiamo delicato, ma decisamente disincantato, alle nostre coscienze (e anche alla mia). Volevo terminare questa mia intromissione con una breve citazione:

Non c'è miglior cambiamento di quello che ti riporta al punto di partenza!

Ad una lettura superficiale può sembrare un controsenso, ma in realtà cambiare ti fa pensare, conoscere e ritrovarti, cioè cambiare per ritornare ad essere il vero te stesso.

Un saluto da un indaffaratissimo ma devotissimo
Stefano

francesca ha detto...

Complimenti, molto bello e molto interessante il blog e grazie per questi spunti che ci dai per riflettere.Io ho due blog, e so quanto lavoro c'è dietro per tenerlo aggiornato.In merito a questo ,voglio fare una riflessione,mi ha colpito in modo negativo il botta e risposta tra due lettori del blog,che premetto non conosco,un certo Franco e Lievito, a parte che reputo molto confuso e contraddittorio il primo commento di Franco,e concordo con la prima risposta di Lievito,ma non e' questo che voglio dire,mi ha colpito la totale mancanza di rispetto da parte loro per l'autrice del blog,che diversamente da cio’ che pensa Franco,è vero lo spazio è pubblico e c’è la libertà di esprimersi ma se possibile per dei commenti intelligenti e costruttivi,non per dei battibecchi puerili.
Questo è il mio pensiero.Grazie all’autrice,.commenterò il prossimo post.
La vita è bella, perchè sprecare tempo ed energie in modo puerile.
Un raggio di sole a voi tutti.

Marco ha detto...

Maria Pia, non leggo gli altri commenti per non essere influenzato e scelgo per te di parafrasare qualcosa che ho letto tempo fa e che per un verso o per l'altro ha lasciato un segno.
Il cambiamento impone la reazione. Sai un po' come il celeberrimo principio di azione e reazione che il caro vecchio Isaac ha affermato tanto tempo fa. E' vero, siamo tutti di fronte a una porta, in dubbio se prirla o rimanere lì, consolati e confortati dal tepore della routine che poi diventa pigrizia e poi, peggio, tedio. CI attacchiamo ai nostri risultati, poveri o meno. Alcuni, per esempio (ogni riferimento alla mia storia recente è voluto, zia), si attaccano disperatamente alla loro autonomia e la usano un po' come paraocchi... La faccio breve Mapi. Misero chi dirà:"sono rimasto fermo di fronte a una porta". Ti bacio.