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06 gennaio, 2006

Essenza dell'assenza...


Eh si…con oggi sono terminate le ‘feste’.
Difficile esserci qui in questo periodo… tra il Santo Natale, Santo Stefano, San Silvestro e l’Epifania che è una delle principali feste religiose dell’anno, che la Chiesa cattolica festeggia dodici giorni dopo il Natale, il 6 gennaio, oggi… difficile esserci. Epifania...già; questo vocabolo deriva dal greco Eptfaneia cioè "manifestazione", assumendo nella tradizione cristiana il significato del primo manifestarsi dell’umanità e divinità di Gesù Cristo ai Re Magi… insomma mica soltanto la Befana e le feste !
Ma è anche vero che se girate le città d’Europa in questo periodo, sono tutte uguali; addobbate più o meno sfarzosamente ma sempre più tristemente uguali. E i centri commerciali, ormai fatti con lo stampino, nascondono le giuste e sacrosante diversità…ma please è Natale e tutti dobbiamo divertirci… Chi vive il Natale sa di dover rapportasi molto intimamente in queste feste al loro significato… ma che stridore quando si ‘torna’ tra gli uomini!
Parlare del Natale, scusate, oggi mi diventa banale per non parlare poi della fine d’anno.

Quando impareremo a fare bilanci tutti i giorni ? o a non farne affatto ? Quando comprenderemo di essere ‘vittime’ della globalizzazione e delle banche ?
Forse quando… per una volta… comprenderemo il valore moderato della temporanea assenza, di non esserci e, soprattutto, di non doverlo neanche spiegare, poiché solo così eviteremo di entrare in un ‘altra statistica’...poichè 'non dire' diventa più potente 'del dire…' a volte. Eh... che ne pensate ? :-)

Le feste sono finite … e io sono tornata.
Un bacio a tutti e a prestissimo !

10 commenti:

Lievito ha detto...

Ohhhh ! dopo il successo incredibile del post sull'Amore, (che spiegava il tuo giusto ritiro dalle scene) eccoti finalmente in una perla di saggezza che non posso non commentare ! Hai ragione troppi santi e troppo sbandierati commercialmente. Meglio eclissarsi e aspettare la fine delle feste ! Del resto l'altro lato della medaglia è dato da un incredibile stress che ti prende sia nella rabbia che nell'apatia. Dovunque e ovunque si cerchi di reagire ti fai male. Meglio distillare l'anima nel frattempo e nella distrazione generale stare invece concentrati cercando giustappunto essenze. Io l'ho sentita la tua mancanza, (assenza dell'essenza ?) ma non qui. :-)

Stefano A ha detto...

Ciao finalmente sei tornata, la tua assenza la si avverte eccome!!Bello il tuo post, concordo su quanto dici,ed è vero non esistono piu' queste feste come religiose, ma diventa un vortice legato al puro consumismo, dai regali alle vacanze.Di cui tutti,me compreso siamo vittime.Hei,Mapi vuoi cominciare l'anno sfidando le banche?sorrido al pensiero, ma la tua forza ti consente anche questo.A proposito,alcune persone mi hanno chiesto perche' non posti una tua email, potresti anche farlo non trovi? Spero di leggerti presto,Auguro a te e a tutti i tuoi lettori uno sfavillante 2006.
Un bacissimo

105marta ha detto...

Bentornata Maria Pia!La tua assenza, anche se giustificata, ha sicuramente pesato sui tuoi lettori più affezzionati: ci aspettiamo un 2006 pieno di emozioni, posts, riflessioni!
Credo che le feste, il Natale in particolare, ci servano a distrarci un po' dai problemi, a non pensare a ciò che non va nel nostro Paese, a alleggerisci dalle tensioni..ma poi si ritorna al lavoro, allo studio, alla vita di sempre..per questo i bilanci andrebbero fatti sempre!Occorre tenere sempre presente i propri obiettivi, non perdere mai di vista cosa ci fa felice, non dimenticarci di chi ci vuole bene e seguire sempre le emozioni che ci fanno sentire vivi!un abbraccio

explorer3200 ha detto...

Ciao, eccoti di nuovo nel tuo spazio, che sta diventando anche un po' "nostro", non credi? :-)

Guarda un po'....
Vantaggi della globalizzazione.... o no ?!?! come sentirsi vicini anche se siamo in posti diversi, con una frase un pensiero, un immagine....

Una panchina vuota? Interessante, però....Dai, su, Natale non è solo l'assenza dal lavoro o qualche giorno di vacanza... I centri commerciali lasciamoli perdere un po'....

Come tutte le "ricorrenze", soprattutto religiose, è un periodo questo che per tutti, credenti e non, è un occasione da sfruttare, per fermarsi un momento, (soprattutto x fermare la testa!), per rivedere qualcuno, per fare punto e a capo, per uscire dal solito giro....perchè no, anche per amare, per perdonare... sta a noi sfruttare queste feste, secondo le nostre intenzioni, i nostri desideri.... loro torneranno tra un altro anno, e come ci troveranno? Cambiati? uguali a ieri? Io auguro a tutti che quest'anno sia davvero un anno speciale, o almeno diverso, un anno all'insegna dell'AUTENTICITA' ! Eh si, abbiamo il dovere di essere autentici, VERI, via le maschere, via le mezze verità, all'insegna della sincerità! E queste cose, dipendono solo da noi, dalle nostre scelte! Solo cosi io cercherò di vivere questo nuovo anno, e vorrei augurare questo anche a tutti voi, e in particolar modo a te, Maria Pia, anche se questo blog, non può che essere la riconferma che tu già sei cosi, autentica, originale, vera.... beh, mi fermo qui !! :->>

Per le banche.... discorsetto lungo, dai, un altra volta.... Se devo essere autentico, scriverei cose poco eleganti, come minimo!!

Auguro a tutti voi un anno in cui.... vorrete vivere come da sempre avete sognato di fare !!!

Buon lavoro !

Marco ha detto...

Per questo articoletto ci vuole il buon vecchio Orazio, ma prima un rimprovero. MARTA, "zio", "zia" e "zie" vogliono una sola zeta. SEMPRE.

Tu ne quaesieris, scire nefas, quem mihi, quem tibi finem di dederint, Leuconoe, nec Babylonios
temptaris numeros. Ut melius, quidquid erit, pati,seu plures hiemes, seu tribuit Iuppiter ultimam,quae nunc oppositis debilitat pumicibus mare
Tyrrhenum: sapias, vina liques, et spatio brevi spem longam reseces. Dum loquimur, fugerit invida
aetas: carpe diem, quam minimum credula postero.

Stefano ha detto...

Se dicessi che il mondo sta cambiando molti di Voi diranno:
Ecco il solito idealista illuso, tanto non cambierà niente!.
Invece tutto il marcio che trasuda in questi giorni da tutte le parti è il segno tangibile del cambiamento.
Tanti meccanismi logori e usurati si inceppano; riaggiustarli costa troppo e forse dobbiamo rassegnarci a dare spazio alle nuove idee e ad un nuovo spirito più attento e vigile.
Non c'è nessuno che ha colpa di tutto; il tutto dipende da noi stessi e da come ci rapportiamo con la vita.
Sono gli alibi che ci creiamo di fronte ai cambiamenti che ci inducono a vedere i fantasmi e ad abbracciare convinzioni estreme.
Oggi ci accorgiamo che le banche ci hanno danneggiato quando questo lo fanno da almeno 20 anni, o che la globalizzazione, anch'essa nata anni fa, rende più poveri certuni e più ricchi altri.
Quando non sei consapevole di qualcosa di negativo quel momento è pericoloso, quando ne sei informato allora inizia il cambiamento.
Per avere un mondo migliore forse è meglio ricordarsi che è meglio capire che credere o non credere.

Una pacca sulla spalla a tutti e un bacio a tutte

Stefano

Dedalo ha detto...

Esistono, semplificando, due tipi di assenza: uno che pertiene alla sospensione e all'esclusione sia essa intesa nel tempo o nello spazio. Questa dimensione è spesso imposta o quantomeno è determinata da fattori coercitivi che forzano l'indirizzo delle scelte in una condizione più o meno passiva dovuta all'impossibilità di incisione nel corso della storia personale.
L'altro tipo di assenza è legato invece a una decisione lucida rispetto al rapporto con il mondo esterno. Per fare un esempio è simile al volo basso degli uccelli prima della pioggia. In questo significato è assai diversa dalla non presenza indotta e costituisce deliberazione consapevole in un ambito di maggiore respiro.
L'introduzione sembrerebbe pretenziosa e indubbiamente cervellotica se non avesse molto a che fare con le due grandi questioni che caratterizzano il nostro tempo, quelle cioè che sono riferite alla nostra capacità/possibilità di incidere e di affermare una libera determinazione nel corso della nostra esistenza e soprattutto quanto peso hanno le nostre coscienze nella sistema socio culturale in cui viviamo. Viviamo in un mondo e in particolare in un paese che tende a emarginare ed escludere in un sistema molto competitivo in cui però le regole del gioco sono truccate e truffaldine. La consapevolezza ci porta spesso a prendere le distanze ma così facendo non facciamo che riprodurre la perversione del sistema stesso che crea vuoti e fossati. Credo che se il "non dire" molte volte è molto più significativo di un chiasso indefinito, è pur vero che in epoche così disgreganti e degenerate sia più utile recuperare gli spazi comuni che sono quelli del confronto e del dialogo sereno, ma per arrivare a questo è essenziale prendere coscienza delle dinamiche che ci circondano e riappropriarci degli strumenti indispensabili per sentirci parte di un progetto comune. In quel caso forse non solo riusciremo ad allontanare il rischio delle nostre tante e diverse emarginazioni ma probabilmente potremo anche evitare quello più pratico ma non meno drammatico dei furti bancari. Penso che questo sia il migliore augurio per questo 2006.
Dedalo

Rossella ha detto...

Ciao,mia carissima Mapi,bentornata.
vedo che vuoi cominciare bene l'anno parlando di qualcosa che fa arrabbiare penso tutti in questo momento,le banche e non solo.concordo con stefano quando dice che è arrivato il momento di cambiare,e spero avvenga in tempi brevi.ho letto anche orazio,certo ti mancava nel tuo blog una citazione tutta in latino,simpatica però.Mi piace questo parlare di mille cose diverse anche se conoscendoti sono certa che riporterai tutto al'ordine parlando del tuo amore:la riflessologia.A presto quindi, ti abbraccio con tanto affetto.

Sergio ha detto...

Ciao, bella questa!!Ti è venuta la fantasia di scatenare un pandemonio?sei unica.Mi fa piacere ritrovarti in queste pagine che considero anche un po mie.Sai,questo cambiamento,cosi citato e auspicato da tutti mi porta ad una associazione con il cambiamento che hai scritto tempo fa, e mi chiedo, quante persone come me si sono identificate in ciò che hai scritto,e se tu quel discorso lo riprendessi? mi piacerebbe sapere cosa ne pensano gli altri lettori.magari rispondendo.
Un bacio,ti voglio bene.
Sergio.

Lorenzo ha detto...

Eccoti finalmente.Buon anno a tutti i lettori.Bella questa frase.L'essenza dell'assenza!Sembra una frase buttata li,ma invece e' molto profonda. Ne ha colto appieno il significato il tuo lettore lievito che fa una citazione personale:Io l'ho sentita la tua mancanza, (assenza dell'essenza ?) ma non qui. :-)ecco chiederci di chi o cosa sentiamo la mancanza.L'essenza sta proprio in ciò che è importante.e tu per me lo sei.grazie a te dolcissima, e alla tua reflex.Ci vediamo presto.ti abbraccio
Lory